lunedì 26 dicembre 2011

E se l’alieno scoprisse Gambadilegno?

Ormai s’è capito abbastanza chiaramente: i mezzi del filobus faranno qualche giretto in centro - come un po’ tutti noi, in questi giorni di festa - e poi finiranno in un deposito. Primo, perché ingolferanno il già caotico traffico tra Natale e Capodanno. E, secondo, perché non ci sono i soldi per farli circolare a pieno regime.
I pali neri, no. Quelli, invece, ce li dovremo tenere ancora per molto. Magari tanti di essi resisteranno pure alla fine del Mondo profetizzata dai Maya.

Di sicuro, la basilica di Santa Croce sarà spazzata via. Se già adesso si sgretola al sole e alla tramontana, figuriamoci in caso di alluvioni e terremoti. Ma, prima del 21 dicembre 2012, vediamo di far sparire ogni riferimento a “Gambadilegno”, “Omone” e “Pomodorone”. Bruciamo atti d’indagine, intercettazioni e confessioni. Una sorta di prescrizione giudiziaria pre-Apocalisse, insomma.
Perché se, in futuro, qualche alieno dovesse fare una capatina nel fu Salento, come simboli della nostra civiltà troverà solo pali neri senza traccia alcuna del filobus. Lasciamogli credere che si tratti di più evolute forme di menhir per avvicinare l’uomo ad una qualche divinità. O, meno spiritualmente, dei simboli fallici di un popolo celodurista, che non doveva chiedere mai.

Facciamo in modo che non scopra che quella selva di pali e fili sia servita ad ingrossare i conti bancari di Gambadilegno e soci in Svizzera. A meno che l’alieno non sia Eta Beta, l’amico di Topolino. Perché, in quel caso, siamo fottuti!

martedì 29 novembre 2011

L’insostenibile leggerezza dell’essere Mobilità a Lecce

Da non crederci: a Lecce, in qualità di partner di un progetto internazionale, si celebra una due giorni dedicata alla mobilità sostenibile. Prima, nell’ex Convento dei Teatini, l’incontro e la firma di un accordo con i rappresentanti di ben nove Paesi del Sud-Est Europeo. Poi, all’interno della sede del Bus terminal, l’inaugurazione del Centro servizi Mobilità, che dovrebbe fungere da ufficio informazioni sui trasporti pubblici locali e vendita dei biglietti. Una cosa in grande stile, insomma. «L’obiettivo principale - spiegano i promotori del progetto - è sostenere la multi-modalità e la promozione di trasporti alternativi». E ancora: «L’obiettivo della gestione della mobilità è ridurre l’uso dell’auto da parte del singolo».

Registi dell’evento, manco a dirlo, sono l’Amministrazione di Palazzo Carafa e la società Sgm. Ovvero i due soggetti che, da oltre quattro anni e mezzo, non riescono a far partire il filobus, un’opera costata circa 23 milioni di euro. Ma Lecce è anche la città in cui, da un giorno all’altro e senza un valido perché, sono spariti i mini-bus elettrici che facevano la spola tra le piazze Mazzini e Sant’Oronzo.

Per non parlare del mai decollato “Bike sharing”, il sistema per incentivare l’uso di biciclette pubbliche. E quindi? Si tratta di modelli da esportare? Ma se, nel caotico traffico cittadino, già passare dalla zona della Torre del Parco a San Pio diventa un’odissea incredibile, vogliano addirittura metterci a discutere di mobilità sostenibile nel Sud-Est Europeo?

lunedì 21 novembre 2011

Www, non mi piaci tu

Credo di non aver mai avuto, neppure nel periodo più buio della mia adolescenza, i classici poster di gruppi e cantanti, appiccicati in casa, sui muri della mia camera. E neppure le foto di calciatori attaccate sul diario di scuola, alle Elementari. I passaggi obbligati o quasi, insomma, per ritenersi fan di qualche celebrità. E ammetto pure di essere più propenso a dire (da sempre, ma col passare degli anni ancora di più) un «Non mi piace» rispetto al «Mi piace».

Per cui, da un po’ di tempo, provo un certo fastidio quando su Facebook mi arrivano le richieste di adesione alle cosiddette “pagine fans” di questo o quel politico, di questa o quella istituzione pubblica, società di servizi, ecc. E ancora più fastidio provo nel fatto che, per accettare, dovrei cliccare sul tasto «Mi piace» di quelle pagine. Come a dire: apprezzo quello che fai, come sei, come amministri o fai opposizione, a seconda dei casi.

Già fatico a condividere l’abuso che, sul social network più famoso al Mondo, si fa del concetto di «amicizia»: come nemmeno tra le cosche di Cosa nostra, infatti, siamo un po’ tutti “amici degli amici”, “amici degli amici degli amici” e così via.
Ma, se un insegnamento dal modello del Governo Monti si può trarre, è nel fatto che, a chi amministra la cosa pubblica, dovremmo forse tornare a rapportarci come ad un severo, ma competente professore. Più che agli idoli passeggeri dei teenager.

lunedì 14 novembre 2011

La politica del «Manuale cancelli»

C’è una strana propensione della politica: quella per cui i problemi non vadano affrontati e risolti, ma solo spostati da un’altra parte o in un altro periodo. E’ un po’ quello che accade per i debiti delle pubbliche amministrazioni. Per cui, se c’è un conto da pagare, le Giunte in carica non trovano nulla di meglio da fare che dilazionarlo nel tempo e far sì che siano le prossime gestioni di Comuni e Province - e, quindi, le future generazioni - a farsene carico.

Ed è un po’ quello che accade in piazzetta Carducci, davanti al Convitto Palmieri. Dove per evitare che, soprattutto nelle ore notturne, si creino bivacchi, degrado e violenza (proprio in quella zona, nei giorni scorsi, è stato barbaramente aggredito un venditore ambulante di fiori), si è pensato che sarebbe giusto installare un bel cancello. La stessa cosa, anni fa, fu proposta per alcune corti nel centro storico. La questione approdò nelle Commissioni consiliari competenti: lunghe discussioni, feroci polemiche e poi non se ne fece nulla.

Magari, stavolta, il recinto di ferro attorno a piazzetta Carducci arriverà. E quei giovani, che oggi si ritrovano davanti al Convitto Palmieri, non avendo alternative di aggregazione alle strade della movida leccese, andranno a riposizionarsi da un’altra parte. Con nuove, inevitabili proteste e polemiche. La politica che si limita a spostare il “problema”, appunto. E allora, se l’obiettivo è eliminare le zone del bivacco, forse qualche cancello si dovrebbe installare pure all’ingresso delle sedi istituzionali.

giovedì 27 ottobre 2011

Lecce, regina dello Smog sharing

La notizia è di quelle che, nel leggerla, ti fa saltare sulla sedia: Lecce, nei giorni scorsi, è stata eletta a livello nazionale «regina del bike sharing». Come se, da un giorno all’altro, si scoprisse che Islamabad è diventata la capitale del Cristianesimo. Perché, a scanso di fraintendimenti, «bike sharing» sta per «condivisione della bicicletta». Ovvero di quel sistema per cui gli automobilisti, ad un certo punto, decidono spontaneamente di mollare la propria macchina per salire sul sellino di una due ruote a pedali. E non su una bici di proprietà, ma addirittura su una di quelle che si trovano lungo la strada, messe a disposizione dal Comune.

Ecco, se già il concetto di «condivisione» risulta poco familiare, quello di «bicicletta», ai leccesi, al massimo potrà far riaffiorare alla mente i ricordi del caro triciclo utilizzato da bambini. Perché il patentato nostrano impara subito che, per farsi rispettare in città, deve parcheggiare il più vicino possibile al posto in cui deve andare. E soprattutto raggiungerlo nel più breve tempo possibile. Per cui, spesso, farsi strada a colpi di clacson, invadere le corsie preferenziali e passare sulle strisce pedonali e agli incroci a velocità da Shuttle diventano regole imprescindibili. Del resto, gli esempi forniti dalla maggior parte degli amministratori pubblici non vanno in senso opposto: le loro auto arrivano fin sotto le pareti di Palazzo Carafa e mai, come negli ultimi anni, invadono l’atrio di Palazzo dei Celestini. E l’unica cosa che, semmai, contribuiscono a condividere è lo smog.

giovedì 20 ottobre 2011

Melius primarie quam deficere

Ormai è certo: il centrosinistra e il Pd in particolare sono affetti dal terribile “complesso delle primarie”. E una via d’uscita, probabilmente, non riuscirebbe a trovarla neppure il padre della psicanalisi Sigmund Freud. I fatti: dopo un lungo travaglio interiore, il tavolo dei partiti del centrosinistra salentini partorisce la consapevolezza che la scelta del candidato a sindaco di Lecce debba passare dalla consultazione di iscritti e simpatizzanti.

Prima, però, c’è l’appuntamento con le “primarie delle idee” col coinvolgimento dei cittadini per la definizione di un programma condiviso per la città. «Ok, il programma condiviso va bene, ma a chi spetta definire la priorità delle cose da fare in caso di vittoria?» è stato chiesto. E così dal tavolo del centrosinistra, a breve, arriverà l’innovativa proposta delle “primarie sulle priorità delle cose da fare in caso di vittoria”. Superato un ostacolo, però, ecco presentarsene subito un altro: «Ma quando dovremo farle ‘ste cose?». Semplice, lo stabiliranno le “primarie sul cronoprogramma delle priorità sulle cose da fare in caso di vittoria”. Dal tavolo del centrosinistra, però, qualcuno potrebbe insinuare il dubbio: «Con le difficoltà di bilancio, che erediteremo, non sarà facile amministrare Palazzo Carafa. Vincere le elezioni? Ma chi ce lo fa fare?».

Risposta quasi unanime: «Boh». E allora la soluzione è dietro l’angolo: si faranno le “primarie per chiarire chi glielo fa fare a quelli del centrosinistra di vincere le elezioni con le difficoltà di bilancio ereditate dal centrodestra”.

martedì 4 ottobre 2011

Notaio, no leasing


Neanche il tempo di uscire miracolosamente indenni da «quer pasticciaccio brutto di via Brenta», che al Comune di Lecce si mettono in testa di dar consigli su questioni immobiliari.
Da Palazzo Carafa, infatti, fanno sapere di aver avviato, insieme al Consiglio notarile di Lecce, una nuova iniziativa dal titolo “Chiedilo al notaio”. E di cosa si tratta è spiegato in un comunicato inviato alle redazioni per annunciare un’apposita conferenza stampa: «L’obiettivo è quello di fornire gratuitamente ai cittadini leccesi informazioni di massima su materie legate alla compravendita e ai mutui».

Iniziativa lodevole, certo. Ma, nel 2006, la semplice (e unica) firma dell’ex dirigente municipale ai Servizi economico-finanziari, Giuseppe Naccarelli, su un contratto di leasing ha rischiato di costare cara alla città. Ossia un esborso di ben 78 milioni di euro per acquistare i due edifici di via Brenta, che valgono meno della metà di quella cifra astronomica. Un’operazione che - per dirla con le parole della Procura salentina - rappresenterebbe la «più grande truffa organizzata ai danni del Comune di Lecce».
E, quindi, ai danni di tutti i cittadini leccesi. Ora il sindaco Paolo Perrone ha rimediato alla “leggerezza” di Naccarelli, riuscendo a spuntare, rispetto al leasing, un più vantaggioso contratto di affitto. E sarà la magistratura a giudicare se di leggerezza (e non di altro) si sia trattato. Ma almeno per il futuro un consiglio al notaio lo chiedano pure da palazzo Carafa.